Fondamenti teorici
- L’economia e il mercato
- Il lavoro
- Guadagno e profitto
- La ricerca
- Le libertà
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- L’economia e il mercato
- Globalizzazione
- I territori
- Schiavismo
- Il cambiamento di rotta
- La soluzione
- Ecologia del mercato
Il mercato attuale è un mercato completamente globalizzato. Appare sotto la forma di un sistema piramidale che coinvolge e contamina ogni bancarella del pianeta. Questo sistema piramidale ha alla base la massa dei cittadini consumatori, tutta la popolazione mondiale, che alimenta economicamente il sistema. Un gradino sopra ci sono i commercianti, ancora sopra ci sono le grandi catene di vendita, poi i distributori ed infine, alla punta della piramide, le aziende produttrici. Attraverso il consumo quotidiano di beni e servizi, più o meno utili, la massa dei consumatori immette nel mercato (sistema piramidale) una certa quantità di ricchezza. Questa ricchezza in parte viene trattenuta dai gradini più bassi e , per la maggior parte, filtra verso l’alto dove un piccolo gruppo di imprenditori globali accumulano ricchezze. Quando ci dicono che l’unico modo per fare riprendere i mercati ed uscire della crisi è il consumo, ci stanno chiedendo di alimentare il loro sistema, di dare un piccolo contributo, di fare ancora uno sforzo per fare arricchire loro ulteriormente.
I territori vengono impoveriti e distrutti da questo sistema per diversi motivi. I territori locali sono spesso ignorati da questo sistema che impone al consumatore di comprare prodotti confezionati (con tanta plastica che non ci serve), meno freschi, con additivi chimici poco rassicuranti e con alle spalle tante ore o giorni di viaggio prima di arrivare sul banco di vendita. Il consumatore perde la genuinità e la freschezza del prodotto locale dovendo necessariamente scegliere prodotti globalizzati, chimici, ricchi di rifiuti il cui smaltimento graverà sullo stesso consumatore.
Preferendo, il consumatore, un prodotto “globalizzato”, il territorio ci perde in ricchezza perché i soldi dei consumatori. Piuttosto che restare sul territorio, circolare e passare di mano in mano favorendo il consumo di beni, vengono filtrati dal sistema piramidale che lascia poche briciole ai piani più bassi del sistema favorendo un impoverimento di tutta la popolazione. Seppure qualche commerciante (rivenditore al servizio della punta della piramide) dovesse arricchirsi, troverebbe attorno a sé un “terreno” sempre più arido. Conviene che i commercianti si convertano alla vendita di prodotti locali e biologici. Ecco perché la soluzione della crisi non può essere la ripresa dei consumi all’interno di questo sistema piramidale globale.Siamo convinti che la schiavitù sia sparita dalla nostra società da un bel po’ di tempo. In realtà uno dei punti di forza della nostra democrazia è quello di saper camuffare molto bene costrizioni varie. In questa società dei consumi globali è necessario dover lavorare e lavorare a qualsiasi condizione per poter accedere ad una serie di beni e servizi. L’uomo così diventa schiavo prima di tutto del lavoro, che da essere mezzo di produzione di beni per la collettività, si trasforma in un dovere, in un impegno sempre più forte, che porta via sempre più ore della nostra vita al solo scopo di restare a “galla” e di arricchire poche persone. Un altro aspetto in cui l’uomo è ingabbiato e subisce il mascheramento della costrizione è quello del consumo. L’uomo in realtà può scegliere tra due prodotti simili di due aziende diverse, questa è l’unica scelta consentita. Tutto il resto è da costruire perché è stato distrutto.
In questo sistema economico piramidale globalizzato succede anche che ci siano grandi aziende con un forte potere economico che possono decidere il destino di candidati politici, favorirne l’ascesa e la presa di potere per riceverne poi favori tramite leggi e decreti che aiutano queste grandi aziende donando loro ulteriori privilegi. Il potere economico influenza, quindi, la politica e con questa collabora e s’intreccia a tal punto da poter parlare di gruppi di potere politico-economico diversi e contrapposti a discapito dei lavoratori ingabbiati nel loro sistema per produrre e consumare per arricchire chi il sistema lo controlla.Un sistema come questo, ben radicato e ramificato, non può essere né distrutto, né attaccato direttamente. L’unica soluzione è sostituzione graduale di questo sistema con un altro più sano. Questa sostituzione o conversione del sistema non solo è possibile ma è assolutamente necessaria. E’ possibile perché è la massa dei consumatori che alimenta il sistema dal basso favorendo l’arricchimento della punta della piramide; se i consumatori chiudessero il rubinetto, non alimentando più questo sistema, il sistema smetterebbe di esistere. E’ come un sogno, un brutto sogno, in cui l’individuo ha il potere di svegliarsi quando lo desidera. Perché non farlo?
La sostituzione o conversione, inoltre, è necessaria perché il sistema provoca un graduale impoverimento delle masse. Sempre più persone sono più povere e sempre meno persone sono sempre più ricche. Bisogna arrestare questa autodistruzione il prima possibile per ripartire più forti con un sistema più egualitario.La soluzione è un sistema circolare dove produttori, commercianti, consumatori e lavoratori siano tutti sullo stesso piano e favoriscano la circolazione di ricchezza che non viene, così, accumulata ed estromessa dal mercato, ma passa di mano in mano donando a tutti potere di acquisto e consumo.
Il sistema circolare viene costruito su due fronti: localizzazione della produzione e dei consumi e l’”emancipazione del lavoro” (approfondisci “emancipazione del lavoro” leggendo il paragrafo “Il lavoro”).
Per localizzare la produzione e il consumo bisogna necessariamente promuovere piccole aziende locali che rivendono i loro prodotti sul territorio stesso di produzione. I consumatori usufruirebbero di prodotti genuini, freschi e sicuramente più salutari.Il mercato localizzato è sicuramente più ecologico in quanto si serve di meno imballaggi per i suoi prodotti che arrivano prima al consumatore. Lo è perché per fare arrivare il prodotto sul banco di vendita viene utilizzato meno carburante, essendo il luogo di produzione vicino a quello di vendita e consumo. Una minore quantità di additivi chimici verranno usati perché i beni prodotti dovranno essere conservati meno, non dovendo affrontare lunghi viaggi. Inoltre, il mercato localizzato, favorendo il consumo di prodotti locali, permette il recupero della tipicità di un territorio e il recupero di metodi tradizionali di produzione, preparazione e conservazione dei prodotti.
- Il lavoro
Il lavoro è l’impegno, di un individuo, teso alla produzione di un bene materiale o di un servizio. Attualmente, questo impegno, è soggetto alla richiesta di “imprenditori” che ne hanno bisogno in un contesto già organizzato, controllato. L’impegno/lavoro si fa, in questa maniera, teso alla realizzazione di progetti personali, privati di pochi individui, gli imprenditori, che usufruiscono, del lavoro di diversi individui, sfruttandoli. Si crea così quel rapporto di disuguaglianza, tra chi lavora e chi offre lavoro, che è alla base del sistema politico ed economico attuale.
Essendo, il lavoratore, in un rapporto di soggezione rispetto al datore di lavoro, è spesso costretto ad accettare condizioni di lavoro umilianti pur di portare a casa qualche soldo. In realtà è lo stessa condizione di lavoratore dipendente, umiliante, in quanto il lavoratore si mette al servizio di un qualcuno, che possiede un potere economico, per trarne un beneficio. Una società che permette questo rapporto di lavoro, e addirittura lo regolamenta, è una società autoritaria che si nasconde dietro la bandiera della democrazia.
Il Movimento Mutualista non vuole né distruggere, né combattere il sistema esistente, ma proporre un nuovo modello di rapporti lavorativi che per il loro carattere di convenienza per la gente comune, sostituiranno quelli esistenti.
Nel pensiero mutualista ogni individuo è proprietario del proprio lavoro ed ha diritto a beneficiare dei prodotti del proprio lavoro. Per questo il nostro movimento intende promuovere la costituzione di cooperative a mutualità prevalente dove non esista né la figura del datore di lavoro né quella del mercenario del lavoro. In questo tipo di cooperative ogni socio-lavoratore è proprietario del proprio lavoro, perché sua è la capacità di produrre, e divide con i suoi soci i guadagni derivanti dall’associazione costituita.
L’evidente obiettivo di questa figura di lavoratore è quella di restituire al lavoro e al lavoratore la dignità, di restituirgli la libertà di usufruire dei prodotti del proprio lavoro e, infine, di creare un benessere più diffuso in quanto i guadagni, nelle cooperative che aiuteremo a nascere e crescere, sono divisi tra pari, invece che essere trattenuti dal datore di lavoro con una piccola elemosina per i lavoratori. Un altro beneficio di questa condizione del lavoro verrà esposta nel paragrafo “Guadagno e profitto” - Guadagno e profitto
Il Movimento Mutualista distingue il guadagno dal profitto. Il guadagno è la giusta ricompensa per il lavoro effettuato nella produzione di un bene materiale o di un servizio. Il profitto, invece, è la speculazione economica di chi vende a prezzi spropositati per percepire il massimo beneficio economico a danno dei consumatori. Il movimento promuove il giusto guadagno dei lavoratori autonomi con un conseguente beneficio di tutta la società nell’accesso a beni e servizi. essendo così, i loro prezzi, più ragionevoli. - La ricerca
La ricerca scientifica e tecnologica è un bene di tutti e non può essere oggetto di esclusività dei diritti sull’uso o la produzione. E’ un bene di tutti perché permette il progresso della società con notevoli benefici per ogni individuo in ogni campo della vita. La ricerca scientifica non può essere sostenuta economicamente da soggetti privati, in quanto questi ultimi potrebbero assoggettarla e deviarne lo sviluppo per promuovere gli interessi delle società private finanziatrici. La ricerca è di interesse collettivo, per questo deve essere la collettività a promuoverla e a sostenerla economicamente. La ricerca deve essere libera da speculazioni economiche ed i suoi risultati non possono essere di esclusiva fruizione da parte di gruppi di potere economico che detengono il controllo di brevetti. Ogni acquisizione del campo del sapere, della scienza e della tecnologia deve essere di libera fruizione, affinché la stessa ricerca abbia ripercussioni concrete nella vita degli individui. - Le libertà
Le libertà individuali sono un sacrosanto diritto delle persone e vanno per questo riconosciute e garantite, a patto che queste non abbiano ripercussioni sugli altri individui, limitandone, a loro volta, la libertà. Ogni individuo è sovrano del proprio corpo e della propria coscienza, e deve essere libero di agire, costruirsi e sperimentare secondo quelle che sono le proprie scelte. Ogni individuo è libero finanche di sbagliare e nessuna istituzione può limitare l’azione, se quella libertà di agire non danneggia diritti e libertà altrui. Per questo, non va punita la scelta in quanto tale ma quell’uso della libertà che mette in pericolo la libertà altrui nell’ottica mutualista di difendere la sovranità individuale.

